Legame pH-KH-CO2 ed effetto tampone

In acquario il “legame” tra pH, KH e CO2 è parte fondamentale nella gestione delle nostre vasche, permettendoci di allevare correttamente organismi che in natura provengono da ogni parte del “Globo” con necessità ed abitudini molto diverse; dandoci inoltre il grande vantaggio di poter allevare nelle nostre vasche piante nella forma sommersa che in natura si sviluppano principalmente in forma emersa. Cerchiamo quindi nel modo più semplice possibile di comprendere questo legame:

Legame pH-KH-CO2 ed effetto tampone

KH ed effetto tampone

Da Wikipedia, l’enciclopedia libera.
Si definisce una soluzione tampone una soluzione che si oppone alla variazione del pH per aggiunte moderate di acidi o basi.
Si tratta generalmente di soluzioni:

  • di un acido debole e il suo sale con una base forte (per esempio il sistema acido acetico-acetato di sodio) o, viceversa,
  • di una base debole e il suo sale con un acido forte (per esempio il sistema ammoniaca-cloruro d’ammonio) o ancora
  • di un sale, di una base debole e di un acido debole
  • di acidi e basi forti concentrate.

Le soluzioni tampone sono ampiamente impiegate in chimica analitica e in quei processi dove è utile o necessario stabilizzare il pH su un valore desiderato. Caratteristica di questo genere di soluzioni è il potere tamponante, definito comunemente come la quantità di acido o base forte da aggiungere a una soluzione tampone per ottenere una variazione di pH unitaria.

Cerchiamo ora di capire come questo fattore è presente nella gestione delle nostre vasche.
Nel nostro caso l’agente acidificante è la CO2 mentre l’effetto tampone è derivato dal valore del KH.

La nostra CO2 (immessa con bombole o sistemi fai da te) ed il KH sono i pesi sulla nostra bilancia; il modo in cui vanno ad agire le due forze su di essa rappresenta il pH. In questa situazione se le due forze si equivalgono si avrà l’ago della bilancia fermo nella stessa posizione (situazione di pH costante); mentre imprimendo una maggior peso sul piatto del KH o su quello della CO2 si avrà uno spostamento verso una parte a discapito dell’altra (ciò avverrebbe anche diminuendo il peso di uno dei due piatti). Questo serve per capire che entrambi i valori (KH e CO2) contribuiscono al valore pH della nostra vasca, e quindi non bisogna limitarsi solo nel modificare uno o l’altro per raggiungere i nostri obbiettivi.

Esempio: aumentando la CO2 o diminuendo il KH l’ago del nostro pH si sposta verso valori acidi.

Ma perché ci serve conoscere queste cose?
Perché introducendo in maniera artificiale la CO2 in vasca bisogna tener presente che non utilizzeremo fonti infinite, per cui nei momenti di cambio bombola od altro, il nostro pH varierà con una velocità relativa al nostro KH (da qui l’esempio della bilancia); più alto sarà il suo valore e più velocemente il pH virerà verso una soluzione neutra o alcalina in assenza del contrappeso fornito dalla CO2.

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